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SANITA' | SCUOLA | ANTIFASCISMO | STATO SOCIALE | IL PARTITO | PACE E GUERRA GOVERNO

 

CILE

Campagna internazionale per la difesa dei Diritti Umani dei prigionieri politici mapuche; indigeni nativi della Patagonia

 

Europa, aprile 2006

 

Diverse organizzazioni e persone di tutto il mondo hanno aderito all’iniziativa intrapresa dalle organizzazioni mapuche di Europa, il Centro di Documentazione Mapuche e Alleanza Mapuche Internazionale (MIL).

 

 Negli ultimi giorni queste organizzazioni hanno iniziato una campagna di raccolta di firme per manifestare il loro appoggio alla protesta intrapresa dai prigionieri politici mapuche che chiedono la revisione delle loro dure condanne d’incarcerazione emesse dai Tribunali di Giustizia cileni che nel procedimento giudiziario dei loro casi applicano ancora la “Legge antiterrorista”, creata dal dittatore Augusto Pinochet.

 

La campagna di raccolte di firme ha ottenuto un ampio appoggio.

Persone da tutto il mondo, anche dopo la scadenza imposta per la nostra campagna, manifestano il desiderio di esprimere il loro appoggio ai prigionieri politici mapuche.

 

Abbiamo aperto una casella postale “on line” per raccogliere le firme e rispondere alla richiesta espressa da amici e fratelli della nostra causa.

Se desidera aderire ed esprimere la sua solidarietà  

Cliccare sul link

 

  https://www.firmasonline.com/1Firmas/camp1.asp?C=209

 

 

 

 

 

 

 

Jorge Calbucura

Coordinatore Centro di Documentazione,Ñuke Mapu

e-mail:yefal@mapuche.info

www.mapuche.info

 

 

Reynaldo Mariqueo

Segretario Generale

Alleanza Mapuche Internazionale

Tel/Fax +44-117-927 9391

e-mail: mapulink@mapuche-nation.or

http://www.mapuche-nation.org

 

Centro Detencion Penitenciaria ANGOL

Direcciòn: los confines s/n°

Clasificador: 6

FAX: 0056-45-718560 / 718072

Tel: 0056-45-711560 / 717011 / 718072

 


Tutti i compagni, democratici che intendono telefonare , inviare Fax per protestare contro le inumane forme di detenzione o per solidarizzare con i detenuti Mapuche, ricordiamo che il fuso orario cileno è anticipato di cinque ore. Es: le ore 15 italiane corrispondono alle ore 10 cilene.

S.e. Michelle Bachellet Jeria
Presidenta de la Republica de Chile:
Palacio de La Moneda, Santiago, Chile.

Desde el pasado Lunes 13 de marzo los Presos Políticos Mapuche recluidos en la cárcel de Angol; Patricia Troncoso, Patricio Marileo Saravia, Jaime Marileo Saravia y Juan Carlos Huenulao Lienmil se han declarado en huelga de hambre con el objetivo de lograr la revisión del fallo, por el cual fueron condenados a 10 años y un día más el pago de US $ 791,000 (423 millones pesos chilenos) de indemnización a la empresa Forestal Mininco.

Los comuneros mapuche destacan que la pena impuesta se fundamenta en un fallo judicial arbitrario, de índole racista.

Desde una perspectiva internacional no se puede concebir las agravantes que justifiquen la arbitraria aplicación de la ley 18.314 creada por el dictador Pinochet (llamada ley antiterrorista) en orden de condenar como terroristas a un grupo de activistas políticos indígenas que demandan mejores condiciones de vida y derechos políticos. Es inconcebible que en el marco del Estado de Derecho se imponga la modalidad de procesar basándose en testimonios de testigos sin rostro.

Desde Europa a lo largo de una década hemos seguido el curso de los acontecimientos y en reiteradas ocasiones hemos insistido respecto la total falta de voluntad política del Estado chileno ante las reivindicaciones expresadas por el pueblo mapuche. Los mapuche siguen siendo el grupo social mas pobre de Chile. Este antecedente nos evidencia en que forma persiste la indolencia política que históricamente a caracterizado el accionar del Estado chileno frente a los pueblos originarios.

La arbitraria aplicación de la ley antiterrorista en contra de los comuneros mapuche nos hace concluir que la justicia chilena no es neutral. En el curso de las ultimas décadas la ley antiterrorista tan sólo se ha empleado para juzgar a los dirigentes políticos indígenas. Los tribunales de justicia chilena aplican una justicia racista. Nuestra conclusión es que en el orden político – jurídico que imponen los tribunales de justicia chilenos las demandas políticas del pueblo Mapuche son concebidas como un acto criminal.

  • Apoyamos la demanda de los Presos Políticos Mapuche en huelga de hambre recluidos en la cárcel de Angol.

  • Demandamos la revisión del fallo político evacuado por los Tribunales de Justicia chileno

  • Demandamos la libertad de los Presos Políticos Mapuche.

Europa, 3 de abril, 2006

Venerdì 31 Marzo 2006-04-04

 

COMITATO GINEVRINO DI APPOGGIO AI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA FAME

 

Il 13 di Marzo del 2006, i prigionieri politici Mapuche (PPM) hanno iniziato uno SCIOPERO DELLA FAME a oltranza dentro del carcere di Angol situata nel sud del Cile. Le sue rivendicazioni principali sono la libertà immediata di tutti i PPM e la revisione del processo “Incendio Terrorista Poluco Pidenco”: Con motivo di questo sciopero si è creato a Ginevra, Svizzera , un comitato d’appoggio per seguire da vicino la situazione dei prigionieri . Si fa un invito a tutte le organizzazioni europee e latinoamericane che cosi lo desiderino a unirsi alla presente dichiarazione firmandola e facendola circolare.

 

Storicamente il popolo mapuche è stato discriminato e ignorato dentro dello Stato cileno. Non si rispettano le sue tradizioni, la sua organizzazione sociale, la sua cultura, ne la sua lingua. Si aggiunge  a questa situazione la sottrazione sistematica delle loro terre e la espansione delle aziende forestali delle varie decade, promosse dai latifondisti e società forestali nazionali ed estere, che hanno trasformato e degradato l’ambiente naturale dei territori mapuche. Questa situazione ha costretto a importanti settori a vivere nell’enclave impoverite e discriminate, cui livelli di vita sono al di sotto della media dei cileni. Di fronte a questa sfavorevole realtà, negli anni 90 emerse un attivo movimento mapuche che rivendica il recupero delle sue terre, la difesa della sua cultura e organizzazione sociale, cosi come riuscire ad avere migliori livelli di vita e autonomia per il suo popolo. Importanti azioni sono state portate avanti destinate al ricupero dei loro territori ancestrali, oggi occupati dalle società forestali, e a promuovere un processo di presa di coscienza del popolo mapuche sullo stato di abbandono e miseria nel quale sopravvive.

 

Queste azioni hanno comportato una repressione sistematica che si è incrementata durante l’ultimo governo. La ricerca di attivisti mapuche è stata accompagnata da continui perquisizioni domiciliari, nelle quali la polizia ha fatto ricorso del consuetudinario abuso di potere accentuando il già noto carattere razzista e all’uso indiscriminato della violenza che si manifesta nella distruzione delle case, beni materiali, sottrazione di utensili e attrezzi da lavoro, fra altri. Si ha malmenato, aggredito e insultato a uomini, donne, bambini e anziani, addirittura persone con handicap fisico. Hanno utilizzato pallini, spari con fucili da caccia, lacrimogeni, armi da guerra, carri blindati, elicotteri e centinaia di agenti di polizia per perquisire comunità con pochi abitanti. Nei territori in conflitto esiste una eccessiva presenza poliziesca , si utilizza  personale delle forze di sicurezza e veicoli coperti, si controlla sistematicamente alla popolazione e si insegue costantemente agli abitanti e visitanti delle zone rurali .1 (1)

 

La guerra dello Stato contro il movimento mapuche si è intensificata con il passare degli anni. L’ex Presidente Frei diede inizio a un processo contro i  comuneros mapuche applicando la Legge della Sicurezza dello stato (una legge del 1958 destinata a combattere la “sovversione, la ribellione e la violenza politica”). La repressione è stata ancora maggiore verso il popolo mapuche dal momento che s’introduce e applica la Legge Antiterrorista per giudicare a comuneros mapuches sotto la suddetta legge sono stati gli attualmente condannati PPM in sciopero della fame. Bisogna segnalare che la Legge Antiterrorista è eredità della dittatura militare del generale Pinochet.

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1 (1) Dalla testimonianza e vivenze personali raccolte da un collaboratore della Associazione Americana di Giuristi in visita all’VIII e IX Regione del Cile, settembre e ottobre, 2004Paradossalmente, questa legge dittatoriale è stata modificata durante il primo governo democratico per esacerbare e fortificare la sua applicazione, per annettere delitti comuni che erano già contemplati nel Codice Penale come “Incendio o minaccia terrorista”. La legge è la più dura dello Stato Cileno.  I mapuche sono accusati e sindacati di terroristi sotto di essa, con testimonianze effettuate da testimoni  a volto coperto (poco affidabili).Non si considera l’appoggio di organismi internazionali, che si sono manifestati apertamente contro l’applicazione di leggi arbitrarie (Human Rights Watch, Federazione Internazionale dei Diritti Umani, Amnesty International). D’altra parte, il Tribunale Supremo di Giustizia in Cile è intervenuto in più di una opportunità per anulare verdetti che hanno assolto a mapuche processati dalla legge antiterrorista, facendo in modo che si svolgessero nuovamente detti processi, con lo scopo di condannarli. Per queste ragioni e per mancanza di garanzie di un processo equanime verso accusati e perseguiti Mapuche, molti di loro hanno deciso di non presentarsi ai giudizi in suo contro e hanno optato per la via della clandestinità e comunque sono perseguitati dalla giustizia cilena.

Le dichiarazioni dei PPM in sciopero della fame: Jaime Marileo Saravia, Patricia Troncoso Robles, Juan Marileo Saravia, Juan Huenulao Lienmil, Juan Colihuinca Ancaluan y Jose Cariqueo Saravia sono arrivate a noi, di conseguenza  vogliamo dire quel che segue a riguardo:

·  Manifestiamo il nostro più assoluto appoggio alle loro rivendicazioni.

·  No alla persecuzione criminale della protesta mapuche. Denunciamo la politica repressiva e sistematica sviluppata dallo Stato del Cile descritta anteriormente ed esigiamo che si rispetti il Rapporto del  Relatore Speciale Sr. Rodolfo  Stavenhagen su questioni Indigeni in Cile  (E/CN.4/2004/80/Add.3) presentato in novembre del 2003 chi dichiara che sotto nessuna circostanza dovranno essere criminalizzate o penalizzate le legittime attività di protesta o richiesta sociale delle organizzazioni e comunità indigene  e Non dovranno applicarsi accuse di delitti presi d’altri contesti (“minaccia terrorista”, “associazione a delinquere”) a fatti riferiti  con la lotta sociale per la terra e i legittimi reclami indigeni.

·  Esigiamo la revisione di tutti i casi dei PPM da parte di un tribunale indipendente e parziale, in modo particolare il caso di Poluco – Pidenco per il quale furono condannati dalla legge Antiterrorista a 10 anni e 1 giorno, accusati di un incendio di cento ettari della società Forestale Minino S.A. e ad un indennizzo di 400.000.000 pesos approssimativamente ( €  625.000,00) . Questo permetterà  accogliere e indagare anche ai testi protetti chi gli accusarono dai quali diedero fede con le querelle, ma non furono accolte dallo stesso tribunale.

·  Denunciamo l’aberrazione che, attualmente si sviluppi un processo a “porte chiuse” in contro di loro. Lo Stato nella sua disperazione cerca di fermare il movimento mapuche,  incarcerando innocenti realizza un processo senza la presenza degli imputati, imponendo avvocati d’ufficio che non hanno la fiducia degli stessi imputati. Non bastano i testi a volto coperto?

·  Salutiamo ai mapuche che si trovano nella clandestinità, capiamo le motivazioni per le quali hanno deciso di non presentarsi davanti alla giustizia.

 à DICHIARIAMO IL GIORNO GIOVEDÌ 6 D’APRILE 2006 GIORNATA INTERNAZIONALE DI APPOGGIO AI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE E COSI INVITIAMO ALLE ORGANIZZAZIONI CHE LI APPOGGIANO IN TUTTI I LUOGHI DEL MONDO A REALIZZARE AZIONI NELLE AMBASCIATE CILENE E COSI CHIEDERE SPIEGAZIONI.

 à CHIEDIAMO CHE SI INVIINO MOLTI FAX , FARE CHIAMATE TELEFONICHE SPESSO DURANTE LA STESSA GIORNATA AL CARCERE DOVE SI TROVANO I PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE

 à A GINEVRA INVITIAMO A TUTTI I SETTORI DELLA SOCIETÀ CIVILE A CHE PARTECIPINO A UNA AZIONE CHE SI FARÀ DI FRONTE ALLA MISSIONE PERMANENTE DEL CILE ( BUS 3 FERMATA PETIT- SACONNEX) GIOVEDÌ 6 APRILE ALLE UNDICI DEL MATTINO.

 à  INIZIEREMMO A PARTIRE DAL GIORNO 6 APRILE FINO AL SABATO 8 APRILE UN DIGIUNO SIMBOLICO PER ESPRIMERE IL NOSTRO RIPUDIO VERSO L’AGIRE DELLO STATO CILENO E IL NOSTRO PIÙ ASSOLUTO APPOGGIO A COLORO CHE LOTTANO E RESISTONO “ IN CONTRO DI CHI HANNO PRESTABILITO COME UNICO TRAGUARDO DELLA NOSTRA UMANITÀ ORIGINARIA “IL DENARO”.



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