Tutti
i compagni, democratici che intendono telefonare , inviare
Fax per protestare contro le inumane forme di detenzione o
per solidarizzare con i detenuti Mapuche, ricordiamo che il
fuso orario cileno è anticipato di cinque ore. Es: le ore 15
italiane corrispondono alle ore 10 cilene.
S.e.
Michelle
Bachellet
Jeria,
Presidenta de la Republica de Chile:
Palacio de La Moneda, Santiago, Chile.
Desde el pasado Lunes 13 de marzo los Presos Políticos
Mapuche recluidos en la cárcel de Angol;
Patricia Troncoso, Patricio
Marileo
Saravia, Jaime Marileo
Saravia y Juan Carlos
Huenulao
Lienmil se han declarado en huelga de hambre con el
objetivo de lograr la revisión del fallo, por el cual fueron
condenados a 10 años y un día más
el pago de US $ 791,000 (423 millones pesos chilenos) de
indemnización a la empresa Forestal
Mininco.
Los comuneros mapuche destacan
que la pena impuesta se fundamenta en un fallo judicial
arbitrario, de índole racista.
Desde una perspectiva internacional no se puede concebir las
agravantes que justifiquen la arbitraria aplicación de la
ley N° 18.314 creada por el
dictador Pinochet (llamada ley
antiterrorista) en orden de condenar como terroristas a un
grupo de activistas políticos indígenas que demandan mejores
condiciones de vida y derechos políticos. Es inconcebible
que en el marco del Estado de Derecho se imponga la
modalidad de procesar basándose en testimonios de testigos
sin rostro.
Desde Europa a lo largo de una década hemos seguido el curso
de los acontecimientos y en reiteradas ocasiones
hemos insistido respecto la total
falta de voluntad política del Estado chileno ante las
reivindicaciones expresadas por el pueblo mapuche.
Los mapuche siguen siendo el
grupo social mas pobre de Chile. Este antecedente nos
evidencia en que forma persiste la indolencia política que
históricamente a caracterizado el accionar del Estado
chileno frente a los pueblos originarios.
La arbitraria aplicación de la ley antiterrorista en contra
de los comuneros mapuche nos hace concluir que la justicia
chilena no es neutral. En el curso de las ultimas décadas la
ley antiterrorista tan sólo se ha empleado para juzgar a los
dirigentes políticos indígenas. Los tribunales de justicia
chilena aplican una justicia racista. Nuestra conclusión es
que en el orden político – jurídico que imponen los
tribunales de justicia chilenos las demandas políticas del
pueblo Mapuche son concebidas
como un acto criminal.
-
Apoyamos la demanda de los Presos Políticos Mapuche en
huelga de hambre recluidos en
la cárcel de Angol.
-
Demandamos la revisión del fallo político evacuado por
los Tribunales de Justicia chileno
-
Demandamos la libertad de los Presos Políticos Mapuche.
Europa, 3 de abril, 2006
Venerdì 31 Marzo 2006-04-04
COMITATO GINEVRINO DI
APPOGGIO AI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA
FAME
Il 13 di Marzo del 2006, i prigionieri politici Mapuche (PPM)
hanno iniziato uno
SCIOPERO DELLA
FAME a oltranza dentro
del carcere di Angol situata nel sud del Cile. Le sue
rivendicazioni principali sono la libertà immediata di tutti
i PPM e la revisione del processo “Incendio Terrorista
Poluco Pidenco”: Con motivo di questo sciopero si è creato a
Ginevra, Svizzera , un comitato d’appoggio per seguire da
vicino la situazione dei prigionieri . Si fa un invito a
tutte le organizzazioni europee e latinoamericane che cosi
lo desiderino a unirsi alla presente dichiarazione
firmandola e facendola circolare.
Storicamente il popolo mapuche è stato discriminato e
ignorato dentro dello Stato cileno. Non si rispettano le sue
tradizioni, la sua organizzazione sociale, la sua cultura,
ne la sua lingua. Si aggiunge a questa situazione la
sottrazione sistematica delle loro terre e la espansione
delle aziende forestali delle varie decade, promosse dai
latifondisti e società forestali nazionali ed estere, che
hanno trasformato e degradato l’ambiente naturale dei
territori mapuche. Questa situazione ha costretto a
importanti settori a vivere nell’enclave impoverite e
discriminate, cui livelli di vita sono al di sotto della
media dei cileni. Di fronte a questa sfavorevole realtà,
negli anni 90 emerse un attivo movimento mapuche che
rivendica il recupero delle sue terre, la difesa della sua
cultura e organizzazione sociale, cosi come riuscire ad
avere migliori livelli di vita e autonomia per il suo
popolo. Importanti azioni sono state portate avanti
destinate al ricupero dei loro territori ancestrali, oggi
occupati dalle società forestali, e a promuovere un processo
di presa di coscienza del popolo mapuche sullo stato di
abbandono e miseria nel quale sopravvive.
Queste azioni hanno comportato una repressione sistematica
che si è incrementata durante l’ultimo governo. La ricerca
di attivisti mapuche è stata accompagnata da continui
perquisizioni domiciliari, nelle quali la polizia ha fatto
ricorso del consuetudinario abuso di potere accentuando il
già noto carattere razzista e all’uso indiscriminato della
violenza che si manifesta nella distruzione delle case, beni
materiali, sottrazione di utensili e attrezzi da lavoro, fra
altri. Si ha malmenato, aggredito e insultato a uomini,
donne, bambini e anziani, addirittura persone con handicap
fisico. Hanno utilizzato pallini, spari con fucili da
caccia, lacrimogeni, armi da guerra, carri blindati,
elicotteri e centinaia di agenti di polizia per perquisire
comunità con pochi abitanti. Nei territori in conflitto
esiste una eccessiva presenza poliziesca , si utilizza
personale delle forze di sicurezza e veicoli coperti, si
controlla sistematicamente alla popolazione e si insegue
costantemente agli abitanti e visitanti delle zone rurali .1
(1)
La guerra dello Stato contro il movimento mapuche si è
intensificata con il passare degli anni. L’ex Presidente
Frei diede inizio a un processo contro i comuneros mapuche
applicando la Legge della Sicurezza dello stato (una legge
del 1958 destinata a combattere la “sovversione, la
ribellione e la violenza politica”). La repressione è stata
ancora maggiore verso il popolo mapuche dal momento che
s’introduce e applica la Legge Antiterrorista per giudicare
a comuneros mapuches sotto la suddetta legge sono stati gli
attualmente condannati PPM in sciopero della fame. Bisogna
segnalare che la Legge Antiterrorista è eredità della
dittatura militare del generale Pinochet.
--------------------------------------------------------
1
(1) Dalla testimonianza e vivenze personali raccolte da un
collaboratore della Associazione Americana di Giuristi in
visita all’VIII e IX Regione del Cile, settembre e ottobre,
2004Paradossalmente, questa legge dittatoriale è stata
modificata durante il primo governo democratico per
esacerbare e fortificare la sua applicazione, per annettere
delitti comuni che erano già contemplati nel Codice Penale
come “Incendio o minaccia terrorista”. La legge è la più
dura dello Stato Cileno. I mapuche sono accusati e
sindacati di terroristi sotto di essa, con testimonianze
effettuate da testimoni a volto coperto (poco affidabili).Non
si considera l’appoggio di organismi internazionali, che si
sono manifestati apertamente contro l’applicazione di leggi
arbitrarie (Human Rights Watch, Federazione Internazionale
dei Diritti Umani, Amnesty International). D’altra parte, il
Tribunale Supremo di Giustizia in Cile è intervenuto in più
di una opportunità per anulare verdetti che hanno assolto a
mapuche processati dalla legge antiterrorista, facendo in
modo che si svolgessero nuovamente detti processi, con lo
scopo di condannarli. Per queste ragioni e per mancanza di
garanzie di un processo equanime verso accusati e perseguiti
Mapuche, molti di loro hanno deciso di non presentarsi ai
giudizi in suo contro e hanno optato per la via della
clandestinità e comunque sono perseguitati dalla giustizia
cilena.
Le dichiarazioni dei PPM in sciopero della fame: Jaime
Marileo Saravia, Patricia Troncoso Robles, Juan Marileo
Saravia, Juan Huenulao Lienmil, Juan Colihuinca Ancaluan y
Jose Cariqueo Saravia sono arrivate a noi, di conseguenza
vogliamo dire quel che segue a riguardo:
·
Manifestiamo il
nostro più assoluto appoggio alle loro rivendicazioni.
·
No alla
persecuzione criminale della protesta mapuche. Denunciamo la
politica repressiva e sistematica sviluppata dallo Stato del
Cile descritta anteriormente ed esigiamo che si rispetti il
Rapporto del Relatore Speciale Sr. Rodolfo Stavenhagen su
questioni Indigeni in Cile (E/CN.4/2004/80/Add.3)
presentato in novembre del 2003 chi dichiara che sotto
nessuna circostanza dovranno essere criminalizzate o
penalizzate le legittime attività di protesta o richiesta
sociale delle organizzazioni e comunità indigene e Non
dovranno applicarsi accuse di delitti presi d’altri contesti
(“minaccia terrorista”, “associazione a delinquere”) a fatti
riferiti con la lotta sociale per la terra e i legittimi
reclami indigeni.
·
Esigiamo la
revisione di tutti i casi dei PPM da parte di un tribunale
indipendente e parziale, in modo particolare il caso di
Poluco – Pidenco per il quale furono condannati dalla legge
Antiterrorista a 10 anni e 1 giorno, accusati di un incendio
di cento ettari della società Forestale Minino S.A. e ad un
indennizzo di 400.000.000 pesos approssimativamente ( €
625.000,00) . Questo permetterà accogliere e indagare
anche ai testi protetti chi gli accusarono dai quali diedero
fede con le querelle, ma non furono accolte dallo stesso
tribunale.
·
Denunciamo
l’aberrazione che, attualmente si sviluppi un processo a
“porte chiuse” in contro di loro. Lo Stato nella sua
disperazione cerca di fermare il movimento mapuche,
incarcerando innocenti realizza un processo senza la
presenza degli imputati, imponendo avvocati d’ufficio che
non hanno la fiducia degli stessi imputati. Non bastano i
testi a volto coperto?
·
Salutiamo ai
mapuche che si trovano nella clandestinità, capiamo le
motivazioni per le quali hanno deciso di non presentarsi
davanti alla giustizia.
à
DICHIARIAMO IL GIORNO GIOVEDÌ 6 D’APRILE 2006 GIORNATA
INTERNAZIONALE DI APPOGGIO AI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE E
COSI INVITIAMO ALLE ORGANIZZAZIONI CHE LI APPOGGIANO IN
TUTTI I LUOGHI DEL MONDO A REALIZZARE AZIONI NELLE
AMBASCIATE CILENE E COSI CHIEDERE SPIEGAZIONI.
à
CHIEDIAMO CHE SI INVIINO MOLTI FAX , FARE CHIAMATE
TELEFONICHE SPESSO DURANTE LA STESSA GIORNATA AL CARCERE
DOVE SI TROVANO I PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE
à
A GINEVRA INVITIAMO A TUTTI I SETTORI DELLA SOCIETÀ CIVILE A
CHE PARTECIPINO A UNA AZIONE CHE SI FARÀ DI FRONTE ALLA
MISSIONE PERMANENTE DEL CILE ( BUS 3 FERMATA PETIT- SACONNEX)
GIOVEDÌ 6 APRILE ALLE UNDICI DEL MATTINO.
à
INIZIEREMMO A PARTIRE DAL GIORNO 6 APRILE FINO AL SABATO 8
APRILE UN DIGIUNO SIMBOLICO PER ESPRIMERE IL NOSTRO RIPUDIO
VERSO L’AGIRE DELLO STATO CILENO E IL NOSTRO PIÙ ASSOLUTO
APPOGGIO A COLORO CHE LOTTANO E RESISTONO “ IN CONTRO DI CHI
HANNO PRESTABILITO COME UNICO TRAGUARDO DELLA NOSTRA UMANITÀ
ORIGINARIA “IL DENARO”.