Il Saluto
dei comunisti forlivesi a Gianfranco
Sacchetti
Ci
troviamo oggi per renderti l’ultimo
saluto, per renderti l’onore, caro
Franco, che spetta a quelle persone che
hanno dedicato la loro vita alla
famiglia, al lavoro alla propria idea di
società, per la costruzione di un mondo
migliore.
Ti
abbiamo conosciuto valente e rigoroso
ingegnere della Provincia, ma in te
abbiamo scoperto la profonda cultura
classica, il sapere, la tua umanità, il
grande rispetto che portavi anche agli
avversari.
Per
decenni hai dato alla tua Città, Forlì,
un grandissimo contributo dai banchi del
Consiglio Comunale, che ti ha visto
protagonista di importanti battaglie per
lo sviluppo, sia dai banchi della
maggioranza che da quelli
dell’opposizione sempre da comunista,
dal P.C.I. a Rifondazione ai Comunisti
Italiani.
Sei
stato negli ultimi vent’anni punto fermo
e un riferimento per chi ha voluto
continuare ad essere comunista
militante, in un partito che fosse
soggetto attivo per la trasformazione
dell’Italia e del mondo, per la
costruzione del comunismo.
Oggi ti
sono accanto quelle rosse bandiere con
quei simboli che hai sempre difeso e che
hanno rappresentato nel corso della tua
vita di militante e dirigente comunista
la difesa dei lavoratori.
In
questi anni di vita dei comunisti
italiani forlivesi ne sei stato il
Presidente, non a caso e non perché ne
sei stato tra i promotori senza se e
senza ma, ma per la fiducia che i
compagni ti hanno sempre accordato, per
il tuo sapere, il rigore, la credibilità
che ti veniva accreditata da alleati e
avversari politici a qualsiasi livello
avvenisse la tua partecipazione.
Presidente, quanti compagni hai fatto
crescere con le tue appassionate e colte
argomentazioni nel corso delle nostre
riunioni affrontando i temi della pace,
dell’ambiente e dell’unità della
sinistra che non era unicità.
Per un
quarto di secolo sei stato tra chi, con
maggior vigore ha difeso le ragioni del
comunismo, il superamento del
capitalismo come condizione per la
costruzione di una società giusta.
Presidente, sei sempre stato considerato
un compagno prezioso e spiritoso come in
quella occasione in cui venisti indicato
come cossuttiano, pronta la tua risposta
“ non è possibile che sia Cossutta ad
essere considerato un Sacchettiano”?
Caro
Presidente, ci mancherai, ma il nostro
impegno per il consolidamento del tuo
partito proseguirà, come inalterato sarà
il nostro impegno per l’unità. “ Chi non
ha memoria non ha futuro”, tu Leopardi
ben lo conosci; lasci compagno Franco un
vuoto incolmabile.
A tua
moglie Laura, cara compagna della tua
vita, alla tua adorata figlia Marinella,
diciamo: in noi troverete sempre degli
amici e dei compagni, al tuo adorato
nipotino Federico diciamo: sii sempre
orgoglioso di tuo nonno Franco.
Caro
Presidente, ora giunto al termine della
tua vita segnata dai colori della
bandiera rossa e dell’iride ti rendiamo
l’estremo saluto. Ciao Compagno Franco.
LETTERA APERTA AGLI
AMMINISTRATORI PDCI DI CESENA DELLA PROVINCIA
Cari
Compagni in relazione all’orientamento da Voi assunto
sul piano provinciale dei rifiuti che come è noto
prevede il potenziamento dell’inceneritore sito a Forlì,
Vi segnaliamo che la posizione ufficiale del PdCI di
Forlì è nettamente contraria. Le ragioni sono del tutto
a Voi note a partire dal fatto che è evidente che
l’aumento della capacità di incenerimento prevista per
il nuovo impianto non risponde affatto ad oggettive
esigenze di smaltimento dei rifiuti prodotti nel nostro
territorio bensì a quella di fare di questa attività,
notoriamente inquinante e soprattutto non risolutiva
perché le ceneri prodotte costituiscono in ogni caso un
problema, un business da parte di Hera.
Né le dichiarazioni ufficiali espresse dall’Assessore
Riguzzi sulla dismissione del vecchio inceneritore
costituiscono una qualche valida rassicurazione per i
cittadini di Forlì ai quali è invece certamente concesso
di respirare un’aria davvero di scarsissima qualità.
Vogliamo ricordarVi che con oltre le loro firme oltre
17 mila cittadini di Forlì ed anche oltre 400 medici si
sono dichiarati assolutamente contrari alla soluzione
prevista dal piano dei rifiuti.
In questo contesto, visto il comportamento da Voi tenuto
nel dibattito e negli esiti finali della votazione, ci
chiediamo come Voi pensiate di rappresentare anche quei
cittadini forlivesi che, con il loro voto, Vi consentono
di sedere nell’Amministrazione presieduta dal Presidente
Bulbi.
FEDERAZIONE PDCI FORLI
FORLI'
Forli 18/01/07
Sindaco Masini non
ci rappresenti più:
La sezione comunale del PdCI
forlivese, all’unanimità, prende atto della palese
violazione dell’accordo pre-elettorale che ha escluso noi ed
altri partiti dalla Giunta, a cui si aggiunge un’assoluta
assenza della politica cittadina. I partiti di maggioranza
infatti, nonostante nostre infinite sollecitazioni non si
ritrovano mai. Le decisioni e gli assetti complessivi sono
prese sistematicamente senza alcun nostro coinvolgimento.
L’unica loro preoccupazione è quella di ignorare i
comunisti. Unico caso in tutta la Regione, veniamo esclusi
sistematicamente da ogni Ente forse perché in passato
“colpevoli” di una continua e tenace opposizione alle
politiche di privatizzazione. L’inceneritore è il caso più
evidente. Il Governo modifica il cosiddetto CIP6 negando
così, di fatto, il finanziamento alla 3a linea;
in città l’opposizione a questa scelta ha già raccolto
attorno a se un gran numero di cittadini, 17.000 dei quali,
a cui si sono aggiunti 409 medici, l’hanno pure
sottoscritta. Ma per il Comune e i partiti di maggioranza
ciò è irrilevante, la protesta sociale del tutto ignorata. A
livello nazionale sindacati, associazioni, cittadini e forze
politiche di sinistra costituiscono il Comitato per la
ripubblicizzazione dell’acqua, da noi si cantano le lodi a
Hera. Anzi, si auspica addirittura la fusione con altre
ex-municipalizzate in ossequio alla magnifiche e progressive
sorti dei mercati finanziari. C’è bisogno di sinistra in
città e si cercano vergognosi accordi con liste civiche
apparentate con la destra alle ultime elezioni, una mossa
politica che qualunque manuale di storia definirebbe
trasformismo. Si chiude il traffico e si lancia lo slogan
“liberiamo l’aria”, e contemporaneamente si ipotizza la
costruzione di centrali a bio-masse che, in realtà, sono
inceneritori camuffati. Nella miopia del Sindaco Masini sono
assenti scelte strategiche per le fonti energetiche
rinnovabili, per i trasporti pubblici e per la mobilità
urbana. Sono assenti politiche di sviluppo contrapposte alle
sciagurate politiche liberiste, per una urbanizzazione
sostenibile e per il rilancio di un turismo di qualità si
progetta, in maniera desolante, la costruzione della Via
Emilia bis, inutile mostro d’asfalto e cemento, costoso ed
obsoleto. Si esalta una teoria di crescita infinita che
produce anche da noi precarietà e povertà urbana, che
rischia di non entrare nello sterile dibattito politico
cittadino. Ribadiamo che di fronte a ciò, non siamo mai
stati coinvolti. Il centro-sinistra a Forlì non vuole la
cultura dei comunisti, noi, di fatto, non siamo nella
maggioranza. La sezione comunale del PdCI prende atto che
questa coalizione cittadina non ci rappresenta più, e
denuncia il grave rischio che così non vengano rappresentate
definitivamente istanze, bisogni e domande sociali diffuse
nella nostra realtà locale. Va recuperato un progetto
politico. Noi siamo questo progetto.
Comitato comunale
Pdci Forli
Caro compagno
Diliberto,
ieri con nostra
grande sorpresa abbiamo appreso da "Il Manifesto" che
alle prossime elezioni politiche il nostro Partito
avrebbe scelto di annullare il proprio simbolo e la sua
stessa identità, fagocitati da una Sinistra Arcobaleno
capeggiata dal trasformista Bertinotti (l'uomo di tutte
le stagioni).
La nostra sorpresa
si è tradotta in amarezza e in rabbia, sentendoci
soprattutto offesi nella nostra dignità di militanti
comunisti: come potrebbe il segretario di un Partito
Comunista arrogarsi il potere di prendere una decisione
così delicata senza convocare nemmeno il Comitato
Centrale; come potrebbe non aprire un dibattito
all'interno delle Federazioni e verificare la volontà
degli iscritti?
Le scriviamo poche
righe per ricordarle, che mai il vertice del Partito
potrebbe fare il bello e il cattivo tempo, a seconda
degli opportunismi politici del momento. Avendo noi
speso parte importante della nostra vita alla
costruzione di un Partito Comunista di massa, riteniamo
che lei mai potrebbe arrogarsi la presunzione di
cancellarlo con un colpo di spugna.
Nel ’98 a Ozzano
Emilia quando ci si riunì clandestinamente per
costituire il Partito dei Comunisti italiani Lei,
compagno Diliberto, con le lacrime agli occhi, promise
ai compagni e alle compagne presenti, che mai avrebbe
permesso di riconsegnare il Partito Comunista a gente
come Bertinotti, assicurandoci che il Partito era cosa
seria e che seriamente avrebbe scelto le persone che a
livello pubblico e istituzionale avrebbero dovuto
rappresentarlo.
In questi anni in
Emilia Romagna ne abbiamo viste di scelte sbagliate
sulle persone, comunisti di facciata e di poltrona, ma
se la notizia pubblicata dal Manifesto fosse vera,
questo sarebbe davvero troppo.
Con determinazione
le esprimiamo il nostro totale disaccordo
nell’eventualità che le sue presunte posizioni
corrispondessero al vero. La Sinistra unita non può
fondarsi sull’annullamento delle identità.
Siamo comunisti,
orgogliosi di esserlo e legati ad un simbolo che
rappresenta nel nostro paese non solo una grande storia
di civiltà e di progresso per i lavoratori, ma anche
l’unico spiraglio credibile per un loro avvenire
dignitoso.
09.02.’08
Paola Falconi
(membro della Direzione provinciale Forlì – insegnante)
Loris Stradaioli
(membro della Direzione provinciale Forlì – Libero
professionista)
Gianni Fagnoli
(membro della Direzione Provinciale Forlì– operaio)