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ragazze della gioventù comunista russa (Komsomol)

La F.G.C.I. aderisce alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica


CHI SIAMO

La Fgci, Federazione Giovanile Comunisti Italiani, organizza e coordina i giovani del Partito dei Comunisti Italiani che non abbiano ancora compiuto 30 anni di     età                                                                                     
Promuove la partecipazione effettiva alla politica dei giovani, delle ragazze, dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati che intendono essere protagonisti attivi e coscienti della costruzione di un mondo nuovo e migliore e che vogliono battersi per il superamento del capitalismo e la trasformazione socialista  della società.                                                                              
La Fgci fa riferimento al marxismo e agli sviluppi della sua cultura. Pone al centro del suo agire politico i temi della pace, dei diritti, dell’ambiente, del lavoro e dell’istruzione.                                                                    
È antifascista e antirazzista e riconosce nella Resistenza e nella guerra di Liberazione le esperienze fondanti la democrazia e la Costituzione italiana e i riferimenti ideali della lotta per il rinnovamento della società.
                                                                               

   

“Sono socialista perché amo.

Amo tutto quel che di buono e bello vi è nella vita,

amo chi si procura il pane col suo lavoro,

amo l’umanità sofferente che abbrutisce nelle stamberghe umide,

amo la pace che consente alla civiltà di migliorare le condizioni di vita e di elevare lo spirito,

amo il vero.

Ed il mio amore grandissimo porta anche all’odio.

Ed io odio ogni ingiustizia ed ogni oppressione,

odio il ricco cha calpesta il povero, il prepotente che abbatte l’umile,

il capitalista che si arricchisce sul sudore di chi fatica.

L’amore e l’odio così fusi insieme fanno di me un socialista.”

Gastone Sozzi

(comunista, ucciso dai fascisti a 25 anni)

 

“Il tratto fondamentale nell’animo delle nuove generazioni

è oggi una potente spinta verso la libertà,

ma la libertà intesa nel suo significato e contenuto concreto,

come liberazione dai vecchi intralci, dalle secolari costrizioni,

come avanzata impetuosa verso la conoscenza e padronanza del mondo,

verso il possesso dei suoi beni materiali e l’uguaglianza sociale.”

Palmiro Togliatti

(Lettera all’assise nazionale dei giovani, gennaio 1964)

 

Giovani e sinistra: la coppia non scoppia

 

di Francesco Francescaglia

Roma 18 dicembre 2006

 

Ci fa piacere che un grande quotidiano nazionale come “la Stampa” si occupi di giovani e politica, tema sempre ai margini del dibattito e spesso trattato con superficialità. Ci fa ancor più piacere notare che ormai la Fgci è riconosciuta come una organizzazione ben radicata e stabilmente presente nella scena politica nazionale. Ci convince meno, invece, la tesi dell’articolo del 14 dicembre di Mattia Feltri “Giovani e sinistra, la coppia scoppia”: la sinistra perde nuove leve e guadagna nuovi contestatori. È vero il contrario. La crisi verticale della partecipazione alla vita dei partiti (la “democrazia che si organizza”, secondo l’illuminante definizione di Togliatti) non riguarda, purtroppo, solo i giovani. I grandi partiti di massa non ci sono più. Confrontare, quindi, gli iscritti alle giovanili di partito attuali con quelli della Fgci del vecchio Pci ha poco senso. Pur volendolo fare, come Mattia Feltri ha fatto, c’è da rilevare, allora, alcuni dati. La Fgci di Berlinguer aveva quasi 450.000 iscritti e in quel momento il Pci viaggiava sopra i 2 milioni di iscritti (i giovani erano circa il 20%). All’inizio degli anni ’90 i giovani scesero a 50.000 a fronte di 1 milione e 400 mila iscritti al partito (il 3,5%). Una crisi enorme. Giuliano da Empoli, sociologo collaboratore di Rutelli, sostiene che la sua generazione (33 anni) è stata apolitica, quella successiva (tra i 20 e i 25) sarebbe antipolitica, perché tendenzialmente no global. È un’analisi sbagliata. Oggi i ventenni sono cresciuti a ridosso della stagione della fine delle ideologie e della crisi della prima repubblica. Sono cresciuti a pane e retorica massmediatica antipartito. Malgrado ciò i giovani non hanno rinunciato alla politica. Il movimento di critica alla globalizzazione ha fatto acquisire una nuova coscienza politica ed è stato sostenuto da una grande ondata di partecipazione dei giovani. Non bisogna confondere l’antipolitica con l’antipartitismo. La prima non c’è, o c’è sempre meno (non si spiegherebbero sennò le manifestazioni di questi anni con milioni di persone, compresa l’ultima della destra). La retorica antipartito, invece, è più viva che mai non solo grazie al berlusconismo, ma anche grazie all’idea del partito leggero, dei gazebo del partito democratico, delle primarie sostenute da Rifondazione: tutte idee che sottendono un’idea plebiscitaria e leaderistica della politica, tutt’altro che democratica, in nome di un nuovismo che accresce i mali invece che risolverli. Malgrado la vulgata oggi dominante le giovanili di partito non se la passano poi così male. La Sinistra Giovanile dei Ds con oltre 45.000 iscritti è quella che ha il peggior rapporto giovani/adulti: circa l’8% degli oltre 500.000 iscritti ai Ds. I Giovani Comunisti sono circa il 16% degli iscritti a Rifondazione (15.000 su quasi 100.000). Noi della Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Fgci - siamo oltre 6.000 su circa 33.000 iscritti al Partito (che fa il 18%). Tutti dati ben al di sopra del 3,5% di giovani della Fgci negli ultimi tempi del Pci. Anche in termini assoluti a sommare i giovani di Ds, Prc e PdCI si superano i 50.000 della Fgci inizio anni ’90 (ma i 3 partiti insieme arrivano a stento alla metà degli iscritti del Pci). Segno, quindi, di una notevole ripresa della capacità di attrarre la partecipazione giovanile a sinistra, non di un suo calo. E, a ben vedere, più a sinistra si colloca il partito, più cresce il tasso di adesione dei giovani. Questo perché le giovanili di sinistra non rinunciano a dire ciò che pensano (forse anche per questo, mi sia consentito, il PdCI è un partito più giovane di Rifondazione). La tesi va capovolta: la sinistra guadagna nuove leve senza essere “massimalista” ed ha la capacità di tenere i giovani comunque dentro un quadro unitario di coalizione di governo. È altresì vero che “la sinistra moderata resta fregata”, come sostiene Giuliano da Empoli, ma bisognerebbe interrogarsi sul perché. I giovani aderiscono ad un progetto politico di trasformazione della società: i Ds non ce l’hanno più, non hanno più una identità marcata, un progetto forte in grado di attrarre. I giovani, ad esempio, alla favoletta della flessibilità/precarietà male ineludibile col quale fare i conti non credono più, ma sono convinti che sia possibile voltare pagina, cambiare andazzo, costruire una società diversa. E spesso vedono deluse le loro aspettative da un centrosinistra che non li capisce, che non risponde ai loro bisogni. Se Prodi comprendesse questo risolverebbe molti dei suoi problemi di consenso; invece, la cosiddetta “fase due”, o quello che sarà, con la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni, rischia di andare esattamente nella direzione opposta e di allontanare ancora di più i giovani dalla “sinistra moderata”. Sarà interessante vedere quanto il partito democratico saprà entusiasmare e coinvolgere i giovani. Crediamo molto poco.

 

 


 

 

 

                        Federazione   Giovani   Comunisti   Italiani

SCUOLA,DIRITTI,FUTURO!

 

 

 

In questi anni noi studenti ci siamo opposti con forza alla Riforma Moratti e alle politiche portate avanti dal governo Berlusconi. Con la vittoria dell’Unione la scuola  è tornata a chiamarsi pubblica ma questo non ci basta… Noi della fgci portare avanti le proposte che il movimento studentesco per cui ha lottato negli anni precedenti, chiedendo in particolare di:

-          rilanciare con forza l’idea della centralità del sistema formativo (scuola ed università), valorizzando la scuola pubblica con maggiori finanziamenti e portando avanti una politica che miri ad un accesso al sistema scolastico realmente libero da costrizioni di natura economica;

 - avviare una campagna nazionale sull’edilizia scolastica, tramite l’invio di fondi appositi e di ispettori ministeriali che vigilino sull’utilizzo di questi, che abbia come obiettivo la messa in sicurezza delle scuole;

- abrogare la riforma Moratti ed in particolare la distinzione del doppio canale, e creare una Carta dei Diritti per le studentesse e gli studenti che seguono corsi di avviamento professionale all’interno degli istituti artistici e tecnici;

L’istruzione è un fattore importantissimo al giorno d’oggi… c’è chi lo ha reso qualcosa di elitario, con l’obiettivo di creare una generazione meno consapevole dei propri diritti. È per questo che noi crediamo che la prima battaglia che noi studenti dobbiamo combattere è per rivendicare il nostro diritto ad un futuro stabile. Per questo, contemporaneamente alle richieste di miglioramento del sistema scolastico, porteremo avanti una battaglia per l’abrogazione della Legge 30, perché un’intera generazione, la nostra, non sia destinata ad un futuro di precarietà ed incertezza…

 

LA  SCUOLA  A  CHI  LA  VIVE!!!

 

Con la vittoria dell’Unione la Scuola torna a chiamarsi “PUBBLICA”!

Il ministro della “Pubblica Istruzione” Giuseppe Fioroni, in questi primi mesi, ha dato il via ad una serie di provvedimenti interessanti:

-          ha bloccato le sperimentazioni della Riforma Moratti;

-          ha cambiato il sistema degli Esami di Stato, prevedendo una Commissione formata per metà da esaminatori interni ed esterni;

-          invierà a breve una circolare sulla Partecipazione Studentesca.

 

Nonostante questi validi interventi la FGCI propone agli studenti italiani una campagna nazionale in favore di una scuola libera, formativa, gratuita e laica.

 

Ecco le proposte:

 

-          L’Istituzione di un Fondo Nazionale per l’Edilizia Scolastica pari a 6,5 mld di euro da inviare in 10 anni agli enti locali (Regioni, Province, Comuni) e nello stesso tempo l’invio di ispettori ministeriali al fine di controllare come  questi fondi verrebbero spesi nei territori;

 

-          Resistenza Studentesca (studenti medi FGCI) si fa promotrice di Comitati Studenteschi di Controllo sull’applicazione dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti nelle singole scuole, di concerto con le Consulte;

 

-          L’abolizione dei “buoni scuola”, strumento demagogico e classista delle amministrazioni di destra. In sostituzione un sistema di gratuità del materiale didattico per le famiglie con un reddito annuale sotto i 20.000,00 euro (netti);

 

-          Il finanziamento da parte degli enti locali di progetti di recupero dei beni confiscati alle mafie, in cui poter creare spazi sociali per gli studenti che non si accontentano delle ore curriculari;

 

-          L’adozione da parte delle scuole del cosiddetto “software libero”, invece di spendere soldi con le licenze di Microsoft;

 

-        La creazione di una Carta dei Diritti per le studentesse e gli studenti che seguono corsi di avviamento professionale all’interno degli istituti artistici e tecnici.

 

 




" Bisogna indurirsi senza perdere la propria tenerezza " (Ernesto Guevara Linch)

 
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